La notte mi sveglio e mi ricordo che non posso andare dove voglio perché c’è il Covid, poi però se sono abbastanza sveglia e non è uno di quei risvegli lievi tra un braccio sotto il cuscino e una mano per togliermi i capelli davanti agli occhi penso che anche prima non potevo fare tutto quel che volevo e che è solo un ostacolo in più e che no il Covid non mi ha insegnato nulla e non sono una persona migliore o  forse ho solo abbastanza anni da aver già imparato quel che potevo, il resto lo imparerò, prometto.

La limitazione più grande per me sono stati gli spostamenti, non poter andare dove avrei voluto. Ah pensa a quelli che sono morti. Ci penso e potevo essere uno di loro e oltre a non esserci più avrei vissuto pure la limitazione degli spostamenti. Va bene così?

Per ragioni che non interessano a nessuno, lo scorso anno per alcuni mesi non mi sono spostata e non c’era il Covid, ho pensato di lasciar trascorrere quei mesi perché tanto ci sarebbe stato il 2020, ecco io questo l’ho proprio imparato, a non lasciar trascorrere nulla, fare il possibile, cautelarmi e cautelare per quel che posso, ma fare quel che devo perché non posso far decidere tutto alla paura.

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