Li vidi attraverso la porta aperta, i contorni di Olivia abbagliati dalla luce di mezzogiorno che attraversava la stanza, li vidi per un attimo perché mi ritrassi subito, scombussolata per aver catturato quello sguardo che non lasciava spazio a niente altro. Li avevo sorpresi in quel momento, quello in cui stai per uscire dalla tua stanza, l’ultimo gesto prima di raccogliere la borsa, il rimmel passato in fretta sulle sopracciglia, quel momento in cui ti guardi allo specchio e  credi di essere sola, invece lui ti guarda. Lui guardava Olivia, io guardavo lui mentre guardava Olivia che guardava lo specchio. Fui subito rimandata a un’ altra me.

Truccarmi dopo essermi vestita e accorgermi che non ero sola. Lo sguardo di chi ti ama ti dà la prova che esisti e che esistere ha un senso, lo sguardo di quelle volte in cui lui resta immobile, sospeso,  perché sei la fata del suo incantesimo. Il mondo si ferma, la terra smette di girare, il sole sei tu, tutto è compiuto.

Ecco, li avevo sorpresi proprio in quel momento, avrei voluto dire loro : non fatevi scappare questa goccia di eternità, vi mancherà perché passerà in fretta, allargatela, diluitela, come una dose omeopatica, fate in qualche modo, cercate la formula, non lasciatela asciugare, trovate la maniera. Vi prego. Invece proseguii per la mia strada e anche quel giorno me ne andai al mare alla ricerca del mio distillato di eterno.

eterno riposo, eterno dolore, eterno amore, eterna passione. Per ciò che non è possibile far durare, troviamo l’aggettivo che ce lo promette. Sempiterno, duraturo, imperituro. Ci aiutiamo con le parole, da sempre.

Olivia e Al potevano essere diversi dagli altri? Io ci speravo, quando potevo rincuoravo Olivia, quando lei non era preoccupata di rincuorare me, questo mi faceva pensare che non sarebbe stata abbastanza capace di scampare il pericolo. (…)

 

 

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