Giorno 3

 

Il giorno in cui capisci che non vuoi spiegare. Arriva così, come il latte che si versa e pensi che ti ci vorranno delle ore per scrostare la cucina (ma tanto il latte non lo bevo più…), arriva come un giorno di pioggia quando avevi programmato un pic-nic (solo nei miei sogni, quello in cui vivo in un cottage…), comunque arriva e non puoi farci nulla. Non hai più voglia di dibattiti, catene di forti ragioni, delucidazioni, precisazioni, discorsi illuminanti, frasi che facciano comprendere, che ti facciano sentire compresa. Non importa, non capisci? Pazienza, io non ti spiego, basta. Se vuoi capire provaci, se non vuoi capire resta all’oscuro, non è detto che sia peggio. Arriva quel giorno e ti dici ma perché non è arrivato prima? Quante parole inutili e quanti mal di pancia e lacrime e grumi sparsi di emozioni e pezzi di disperazione ovunque che nessuno voleva, neppure io. Arriva il giorno del silenzio d’oro, il giorno dei proverbi e un bel tacer non fu mai scritto. Arriva, un giorno arriva e smetti di spiegare e improvvisamente hai tanto tempo.

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