Una moratoria sui programmi di cucina

Ma perché invece di una moratoria per l’utero in affitto non si propone una moratoria, più utile, per l’estinzione dei programmi di cucina, nel mio mondo ideale io lascerei solo Benedetta Parodi e spegnerei uno dopo l’altro tutti i programmi di cucina, i cuochi bulli, i cuochi scemi (la maggior parte) i cuochi dementi (Vissani).Possibile che non li si possa far stare al loro posto, in cucina a cucinare?

E non è solo una tragedia che riguarda la programmazione televisiva, internet è intasata di ricette, ricettine e consigli per la cena, la colazione e la merenda.  E la food blogger Chiara Maci che ora ha il suo programma di cucina? Con quella voce irritante e quei modi goffi da vorrei essere strafiga ma non lo sono. Vorrei avere delle idee ma ho solo avuto un programma in tv. Ce n’era bisogno? Spegnetela.

 

The Affair seconda stagione (attenzione spoiler in caduta libera)

Ieri ho finito di guardare la seconda serie di The Affair e sto ancora cercando di capire quali sono le ragioni per cui questa serie mi piace tanto. Perché è curata nei minimi dettagli, gli attori sono bravissimi. Perché è difficile parlare di relazioni e sentimenti senza essere banali, difficilissimo e The Affair banale non è. Perché i colori freddi e l’atmosfera della serie mi fanno pensare che esiste davvero un luogo con un lobster roll bar, in cui puoi farti servire da Alison o da Cole. Perché c’è tanta acqua. Il mondo parallelo a cui ti affezioni ogni volta che ti appassioni a una serie è destinato a mancarti, ogni volta è così. Infatti ne scrivo nella speranza di trovare qualcuno per continuare a parlarne, che mi dia la sensazione che siano da qualche parte. Perché anche se le storie sono sempre le stesse, i sentimenti sono sempre uguali, la complessità pure, nulla di quello che ho visto è la copia di una copia, perché si possono scrivere cose non originali con un punto di vista originale o semplicemente  con un punto di vista interessante perché non cerca di essere originale. Si può parlare di un love affair qualunque (possiamo pure chiamarle corna) senza dire nulla che sia stato detto o dicendo bene cose già dette. Scrivere d’amore è sempre la cosa più difficile, l’abisso del trash è sempre a un passo. Probabilmente anche gli autori di The Affair non hanno voluto lasciare tutto nelle mani dei sentimenti, avrebbero potuto, ma hanno scelto la chiave del racconto al contrario per svelare il colpevole di un delitto, introducendo però la vittima della  quale non importa a nessuno (le serie migliori hanno inventato la vittima di cui non ci importa nulla), perché di Scotty non importa proprio a nessuno, certo anche Noah nella seconda serie ha rischiato di diventare uno la cui sorte non interessava più nessuno. Invece poi il finale lo salva, quasi. Eppure ci sono ancora alcune cose che non mi sono chiare: Cole non aveva tentato il suicidio e incendiato la casa di Alison? Mi sono persa qualcosa o non ci sono spiegazioni su come si siano salvati entrambi (la casa poi è stata venduta)?

Se quel deficiente di Scotty ha capito chi era il padre del figlio di Alison, come mai Cole non ha neppure accennato al sospetto? Probabilmente la prossima serie partirà da qui, sì ma io nel frattempo come faccio?

 

Il Mago Nicola

Il mago Nicola riceve ad Alberobello, Roma e Parigi. Risultati garantiti, prenota un consulto dal mago Nicola. Seguivano i numeri di telefono degli studi di Alberobello, Roma e Parigi. Io immaginavo segreterie telefoniche o parenti conniventi che rispondevano ai numeri di Parigi e Roma. Ma siccome la pubblicità del mago Nicola si sentiva per radio nelle vicinanze di Alberobello, è molto probabile che il mago Nicola ricevesse le telefonate dei suoi clienti solo nel suo studio di Alberobello, ma essendo un mago aveva compreso perfettamente come fare per fare soldi, darsi una caratura internazionale.

Fino a tutti gli anni ’90 maghi e cartomanti imperversavano su tutti i canali televisivi, ora devono essere in disuso, non sento più la pubblicità per radio del mago Nicola e neppure mi imbatto in cartomanti. Deve essere stato Harry Potter a rovinare la piazza. Il canale Napoli International aveva delle cartomanti leggendarie:

-Dimmi tesoro, come posso aiutarti? Cosa chiediamo alle carte? Vuoi sapere le previsioni sull’amore?

-Eh sì.

-Eh, l’ho capito già da quando il telefono squillava. Questa donna soffre per amore.

-Ma io per questo ti ho chiamato, lo so che tu ci prendi sempre.

-Allora, dimmi qualcosa, così faccio delle domande precise alle carte.

-Niente, io ero fidanzata con Giuliano ma poi lui ha incontrato ‘na zoccola. Io voglio sapere se torna.

-Da quanto tempo vi siete lasciati?

-Eh, non tanto, mercoledì prossimo saranno tre anni.

-Ma lui in questo tempo, si è mai fatto sentire?

-No, mai, ma io lo so che mi pensa, lo sento.

-Ora vediamo cosa dicono le carte. Eh no tesoro, le carte dicono che non torna, no, non torna, ma ti pensa e poi è come dici tu, ha incontrato proprio ‘na zoccola. E non torna.

-Ah, allora non torna.

-No tesoro, le carte lo dicono chiaramente, però tu non ti preoccupare, presto troverai l’uomo della tua vita. Lo dicono le carte.

-Va bene.

Ma deve essere successo qualcosa tra Harry Potter e Vanna Marchi che ha fatto chiudere tutte le trasmissioni e le ha rese illegali. Quindi per consolarci non restano che alcool e yoga e shopping.

House of Cards ha un plot vecchio?

Sto vedendo House of Cards, la seconda serie, ma ho l’impressione di essere l’unica a trovarla vecchia. Nei contenuti intendo. Per carità Robin Wright è favolosa, con i suoi tubini neri o bianchi, le sue camicie bianche o nere, le sue méches che io proprio non riesco a copiare, anche Kevin Spacey, è bravo da far paura. Così come la serie, è fatta con la massima cura. Però io la trovo vecchia. Quando lo dico, timidamente, ai miei amici che vedono House of Cards, mi rispondono che è la corruzione in sé che non è nuova, soprattutto per chi segue la politica italiana. Ma io dico che il problema è un altro, manca di complessità, i cattivi troppo cattivi e i buoni quasi tutti stupidi. I cinici vincono, i buoni soccombono in fretta, uno dopo l’altro come mosche. Il plot è vecchio, il cinismo non funziona più. I vestiti di Robin Wright, il fisico di Robin Wright, le camicie immacolate di Kevin Spacey solo l’unica cosa che funziona benissimo.

Poi scommetto che accadrà che il nemico di Kevin Spacey, l’imprenditore amico del Presidente, si imbatterà in uno dei buoni e sputtanerà il vicepresidente. Non è uno spoiler, non ho letto il libro e sono alla sesta puntata della seconda serie. E’ la mia scommessa su quanto è vecchio il plot. Ah già, è che nella realtà è sempre così. L’unico modo per sconfiggere un cattivo è trovare uno ancora più cattivo e arrabbiato. House of cards ha un plot vecchio. Io l’ho detto.