Bellezza, consolami.

Dopo la maturità,  come  molti miei coetanei,  feci un interrail, io, il mio fidanzato di allora e altri due amici, per lo più dormivamo nei treni e visitavamo durante il giorno le città, qualche volta ci fermavamo  in ostello. Quelli del nord europa erano sempre i più belli, i più puliti e accoglienti, ero molto affascinata dal nord europa, ma ancora non mettevo in relazione quello che mi piaceva con ciò che mi rendeva felice, sembra strano invece è  molto comune . Ho sempre in mente un  trenino che ci portò da Oslo a Bergen, credo di aver visto attraverso quel finestrino la natura nella sua forma più abbagliante, ne ho un ricordo che ancora mi commuove. Siccome avevo diciotto anni, pensai: accidenti come è bello il mondo, chissà quante cose belle vedrò. Invece resta ancora oggi una delle cose più belle che io abbia visto, con stordimento; quella natura, quelle rocce, quel mare, quei ruscelli e quella tonalità di verde. La Scandinavia delle renne e dei treni che si fermavano per farle passare, dei compagni di viaggi che ci offrivano carne di renna essiccata e noi che rifiutavamo inorriditi. Tante volte ho pensato di rifarlo quel viaggio, ma sono diventata abbastanza grande da sapere che ciò che ci ha lasciato un ricordo perfetto non va ripetuto, serve solo a rovinarne la grazia. Eppure tante e tante volte sono ritornata, negli anni, a quel viaggio tra Oslo e Bergen. Non è vero che ho visto luoghi più belli, la natura che piace a me è quella, avrei dovuto capirlo subito. Non è vero che il mondo è pieno di luoghi belli, sì, c’è tanta bellezza ma anche tantissima bruttezza, ci ritorno con la mente, quando penso che la bellezza è l’unica consolazione che abbiamo, per fortuna non c’è solo la natura, c’è l’arte e anche l’architettura, una passeggiata a Londra o a Parigi, a Firenze, sono una grande consolazione per me, un  antidepressivo molto, molto potente. E’ che vorrei solo averlo capito prima che dovevo fidarmi di quello che mi emozionava e mi rendeva serena. Il fidanzato di allora l’ho perso di vista perché per fortuna faceva parte di un mondo in cui ci si poteva ancora perdere di vista, gli altri due amici fanno ancora parte della mia vita e in fondo la bellezza non mi ha mai abbandonata.

 

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